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PREFAZIONE

 

 

 

Gli inizi degli anni quaranta espressero la stagione di più intensa fioritura per l’antifascismo italiano, sbocciata con la pubblicazione di riviste dottrinarie clandestine che rappresentano, probabilmente, il principale patrimonio dell’Italia in lotta contro la repubblica sociale. La prospettiva della caduta fascista per la disfatta bellica, lasciava intravedere la possibilità di una rinascita politica e culturale di cui il nostro paese, dopo un ventennio di completa mancanza di circolazione di idee, avvertiva assoluto bisogno.

Di tale necessità non esitò a farsi interprete, nell’estate di fuoco del 1944, Mario Paggi, che diede alla luce, in piena clandestinità naturalmente, il mensile "Lo Stato Moderno. Rivista di Critica Politica Economica e Sociale"; l’uno Maggio del 1945, un martedì, sarà pubblicato il primo numero non clandestino e la rivista, da questa data, assumerà cadenza quindicinale.

Direzione ed amministrazione avevano sede a Milano, in Foro Bonaparte 46. Direttore era, per l’appunto, Mario Paggi, affiancato fino all’aprile del 1948 da Gaetano Baldacci; vicedirettore e redattore capo erano rispettivamente Antonio Basso e Arturo Barone. Cesare Cabibbe, per molti l’anima dell’intera rivista, svolgeva le funzioni di amministratore e coordinatore, ancor prima di assumere, nel 1948, la veste di condirettore responsabile.

"Lo Stato Moderno" era una rivista di piccolo formato, della misura di poco superiore a un quaderno, con fascicoli che non oltrepassarono nei numeri semplici le quindici - venti pagine, composta di brevi articoli, stelloncini, trafiletti scritti alla macchia , tra disagio e pericoli. Costava dieci lire e, quanto ai finanziamenti, vi provvedevano in parte i suoi stessi compilatori e per il resto amici e simpatizzanti della Resistenza, se non di appartenenti alla medesima. Dall’ottobre del 1944 la rivista incluse, anche se non continuativamente, una rubrica che si intitolava Dai nostri amici, indicati, è ovvio, in forma criptografica. Il primo versamento ammontò a lire 25.000; il più alto, sempre nel periodo clandestino, a lire 125.000.

Il gruppo dei redattori della rivista, sulle cui pagine troveranno subito ospitalità gli scritti di numerosi e diversissimi autori (1), era inizialmente composto da Vittorio Albasini Scrosati, Mario Boneschi, Enrico Bonomi, Giuseppe Gorgerino, Giuliano Pischel, Orlando Ronchi, Sergio Solmi, Cesare Spellanzon, ai quali si aggiungerà dal 1945 Libero Lenti, che diede alla critica economica l’impronta del suo spirito scientifico e pratico.

Sin dai suoi primi fascicoli, " Lo Stato Moderno" si caratterizzò per uno stile fatto di moderazione e concretezza nella critica e nell’azione politica a cui si manterrà fedele fino al cinque febbraio del 1949, quando ne saranno interrotte le pubblicazioni.

Refrattari ad ogni retorica ed illusione, Mario Paggi ed i suoi amici vedevano quale esigenza essenziale ed immediata la prosecuzione, anche dopo il 25 aprile, della lotta contro il fascismo che, benché non più arroccato ai vertici del potere statale, era ancora capillarmente annidato come una tenia nelle viscere dello stato. In questa ottica l’esigenza primaria era l’abbattimento del centralismo, in virtù del quale in Italia si governava moltissimo per le cose piccole, e poco per le grandi. Ed invece," i popoli che hanno dato al mondo il concetto della libertà moderna e l’esempio della libertà duratura, non concepiscono la libertà politica che in funzione dell’autogoverno locale. Con quest’ultimo hanno creato nel cittadino spirito e dignità di uomo libero" (2).

Ma, partita dal campo amministrativo, "la rivoluzione concreta" (3), quale atto di volontà inserito in uno stato di possibilità concrete, si articolò come piattaforma per sviluppi che andavano assai al di là del punto di partenza, capaci di estendere la propria influenza nelle più varie zone della vita politica, economica, giuridica e sociale.

Si provò ad incidere, infatti, non soltanto attraverso le riforme della struttura dello stato, ma agendo sulla società e sulla vita collettiva in tutta la sua ampiezza e complessità.

Ecco, quindi, l’assidua attenzione ai problemi della formazione della classe dirigente, risalendo alla fonte, cioè le Università. Di qui, la tenace campagna per la riforma morale del paese, per la trasformazione civica degli italiani. Ed ancora, l’indagine sulla futura rivoluzione concreta riguardò la Magistratura, le Corti D’Assise, il sentimento religioso, la chiesa, lo spirito mafioso, la cooperazione.

Nel volgere di pochissimo tempo, ebbero sfogo tutte le meditazioni di un ventennale e radicale silenzio nel tentativo di contribuire alla realizzazione di uno stato moderno che sarebbe dovuto nascere non già dalle rumorose declamazioni dell’ampollosità rivoluzionaria, ma soltanto da quell’opera faticosa ed oscura cui, purtroppo, nessuno avrebbe plaudito. La disincantata scommessa di riammodernare lo stato attraverso la costruzione di un grande partito democratico incentrato sui ceti medi -" (4) si tratta per essi di assurgere da una poco consistente congerie a classe politica " - andò perduta. Ciò non implica, tuttavia, che la rivista finisca nel dimenticatoio e i suoi propositi siano abbandonati.

Certo, sarebbe arduo oggi, a più di cinquanta anni di distanza dalla uscita del primo fascicolo clandestino, sviluppare tutte le tematiche trattate dal gruppo di Mario Paggi. Il presente lavoro, pertanto, riserverà particolare attenzione alle pubblicazioni riguardanti lo stato e l’ordinamento economico, il socialismo e la dottrina democratica, per concludersi con una raccolta dei commenti più significativi susseguitisi nell’arco di questo oltre mezzo secolo trascorso dal luglio del 1944. Il non celato obiettivo è di evidenziare quel che è vivo e quel che è morto de " Lo Stato Moderno" e, soprattutto, quel che può parlare alla sensibilità dei lettori del nostro tempo.

 

Note 

(1) In coda alla prefazione sarà fornito l'elenco completo degli autori.

(2) In M. Boneschi, Il problema amministrativo italiano, "Lo Stato Moderno", agosto 1946.

(3) È, questo, il titolo di un articolo che compare sul primo fascicolo clandestino de "Lo Stato Moderno", luglio 1944; M. Boneschi, in nota, attribuisce l'articolo a Mario Paggi: cfr. Lo Stato Moderno. Antologia di una rivista a cura di M. Boneschi), Milano, Edizioni di Comunità, 1967.

(4) Pigreco (Giuliano Pischel), Il problema dei ceti medi, "Lo Stato Moderno", anno I, serie clandestina, n. 1, luglio 1944.

 


ELENCO DEGLI AUTORI

 

"Lo Stato Moderno" ha pubblicato scritti di :

Vittorio Albasini Scrosati, Mario Albertini, Giovanni Aniello, Alberto Apponi, Vladimiro Arangio Ruiz, Guglielmo Aristei, C.R. Attlee, Fausto Bacchetti, Gaetano Baldacci, Luisa Baldacci, Rolando Balducci, Guido Ballo, Federico Baresi, Gianluigi Barni, Arturo Barone, Edmondo Bassanelli, Ernesto Bassanelli, Antonio Basso, Achille Battaglia, Riccardo Bauer, Fausto Bazzi, Aurelio Becca, Emilio Beer, Giulio Bergmann, Guido Bersellini, Norberto Bobbio, Giovan Battista Boeri, Domenico Boffito, Aldo Boneschi, Mario Boneschi, Corrado Bonfantini, Enrico Bonomi, Mario Borsa, Leone Bortone, Stefano Bottari, Leo Brugnatelli, Pier Luigi Buraggi, Filippo Burzio, Harold Buttler, Giorgio Cabibbe, Alexander Cadogan, Bruno Caizzi, Arrigo Cajumi, Antonio Calvi, Umberto Campagnolo, Alberto Campolongo, Aurelio Candian, Aldo Capitini, Marcello Capurso, Nicolò Carandini, Giovanni Carano Donvito, Ernesto Carletti, Carlo Casali, Orfeo Cecchi,Vincenzo Cento, Franco Ceresa, Guido Ceronetti, Giuseppe Checchia, Salvatore Cherubino, Amos Chiabov, Guglielmo Chillemi, Basilio Cialdea, Michele Ciffarelli, Franco Cingano, Vito Citelli, Silvano Citi, Davide Cittone, Raimondo Collino Pansa, Luigi Colloredo, Joseph Colombo, Guido Comessati, Francesco Compagna, Francesco Coppola D’Anna, Carlo Cordiè, Giandomenico Cosmo, Emilio Crosa, Geoffrey Crowter, Fabio Cusin, Alfredo Cutrera, Sergio De Baldo, Francesco De Bartolomeis, Vittorio De Caprariis, Carlo De Cugis, Italo De Feo, Giuseppe De Finetti, Piero Delle Giusta, Giovanni De Michele Rolli, Augusto Del Noce, Antonietta De Silvestri, Aldo De Toma, Arnaldo De Valles, Agostino De Vita, Giorgio Diena, Sandro Dini, Antonio Donati, Mario D’Onofrio, Gianfranco Draghi, Aldo Durante, Federico Federici, Luigi Federici, Mario Ferrara, Alberto Ferrari, Arturo Ferrario, Mauro Fermar, Emanuele Flora, Francesco Flora, Aristide Foà, Giorgio Forti, Umberto Forti, Remo Franceschelli, Vera Fratoni, Giuseppe Frisella Vella, Ambrogio Gadola, Benedetto Galla, Piero Gallardo, Renato Garolla, Innocenzo Gasperini, Luca Giaccardi, Giovanni Giardina, Renato Giordano, Alberto Giulini, Carlo Gragnani, Giorgio Granata, Antonio Graziadei, Giorgio Greppi, Arnaldo Gualazzi, Vincent Harlow, Ursula Hirschmann, Felice Ippolito, Vittorio Ivella, Arturo Carlo Jemolo, Stefano La Colla, Giovanni Landriscina, Giuseppe Lanzarone, Luisa Lenghi, Libero Lenti, Henri Levin, Mario Levi Da Zara, R. M. Bruce Lockhart, Giovanni Lovisetti Antonio Lucarelli, Gino Luzzatto, Licisco Magagnato, Piero Malvestiti, Giacomo Mantegazza, Gigi Martello, Tullio Masotti, Otto Matzke, Sandro Mauri, Guido Mazzali, Renato Mieli, Sandro Migliazza, Massimo Mila, Nullo Minissi, Bruno Minoletti, Eucardio Momigliano, Franco Momigliano, Augusto Monti, S. Monti, O.Z. Monts, Guido Morpurgo Tagliabue, Guido Mortaglia, Costantino Mortati, Carlo Muscetta, Silvio Negro, Marco Nigro, Giacomo Noventa, Andrea Nowicki, Cajo Plinio Odescalchi, Adolfo Omodeo, Emilio Ondei, Vittorio Orilia, Cesare Padovani, Bruno Pagani, Mario Paggi, Armando Pasello, Alessandro Pellegrini, Luigi Penati, Gabriele Pepe, Ferruccio Pergolesi, Renato Perrone Capano, Giuliano Pischel, Nino Pittaluga, Livio Pivano, Mirkio Poli, Silvio Pozzani, Gustavo Predeval, Michele Ranchetti, Guido A. Raffaelli, Egidio Reale, Sante Reali, Gaetano Ricci, Sidney Ricotti Prina, Rinaldo Rigola, Wilhelm Roepke, Alberto Romagnoli, Giancarlo Ronchi, Orlando Ronchi, Mario Ronchi, Ernesto Rossi, Nicola Russo, Nino Russo Perez, Luigi Salvatorelli, Gaetano Salvemini, Mario Sandri, Mario Sansone, Giuseppe Santanastaso, Enzo Santarelli, Giuseppe Saragat, Spartaco Sassano, Giuseppe Savino, Umberto Segre, Enrico Serra, Paolo Sforzin, Mario Silvestri, Giorgio Sidamon, Mario Sylvian, Giorgio Solmi, Sergio Solmi, Roberto Spadaccini, Cesare Spellanzon, Wickhalm Steed, Luigi Suali, Geneviève Tabouis, Emilio Taccani, Ludovico Targetti, Mario A. Timbal, Matteo Tocco, Paolo Treves, Guglielmo Usellini, Giovanni Vaccari, Raffaele Vaccaro, Leo Valiani, Ida Vassallini, Ferdinando Vegas, Antonio Zanotti, Emiliano Zazo, Piero Ziccardi, Ugo Zovetti, Alessandro Zucchi.